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Il protocollo di Wave: "Google Wave Federation Protocol" PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaele Bisegna   
Sabato 04 Luglio 2009 13:58

Chiacchiere e clamore apparte, ecco a voi le principali caratteristiche tecniche di Google Wave. 

Wave è composto principalmente da due elementi: un protocollo (Wave Federation Protocol) e una API (Wave API). Sappiamo che wave è un modello(piattaforma) integrata in cui c'è praticamente tutto: email, instant messaging, chat, microblogging, social networking, condivisione di contenuti multimediali,

editing coFonte: http://www.waveprotocol.org/llaborativo e concorrente di documenti rich-text, feeds e streams, commenti, sondaggi, mappe, ecc., e soprattutto c’è il real-time. C’è in altre parole la possibilità di creare un nuovo tipo di entità Internet sociale chiamata appunto "wave" ("onda") e di aggiungere ad essa persone oppure utenti che possono comunicare al suo interno utilizzando tutte le suddette funzionalità per inserirvi e modificare contenuti ed informazioni: l’"onda" stessa registra poi tutti i cambiamenti di cui essa è oggetto, e quindi è di fatto riavvolgibile, per cui gli utenti possono vedere il "replay" di come questa si è sviluppata nel tempo.

Tale "onda" rappresenta nuovo tipo di dato che descrive uno spazio di comunicazione e di collaborazione condiviso sulla base di un protocollo denominato, appunto,  Google Wave Federation Protocol, un protocollo (come lo è l’SMTP per l’email) open source disegnato per implementare un’architettura distribuita di comunicazione fatta di Wave servers interoperanti gestiti non solo da Google, ma anche da da molteplici Wave Providers alla stregua dei providers degli attuali sistemii di posta elettronica (mail servers).

Con Wave quindi, Google esprime la volontà di creare sia una social-applicazione real-time che un innovativo sistema Internet distribuito. Risulta inoltre evidente che la strategia totalmente open source adottata da BigG per Wave potrebbe favorire un suo ampio successo. Tutto sarà quindi modificabile nel codice di Google Wave da parte degli sviluppatori che vorranno "salire sul suo carro", i quali potranno altresì utilizzare le Google Wave APIs per creare vari tipi di estensioni/applicazioni nonché realizzare ed eseguire dei propri Wave servers per fornire servizi Wave-based all’utenza Internet.

Le ‘Wave API’ sonoi strumenti che gli sviluppatori possono utilizzare per sviluppare soluzioni basate su Wave e possono essere di due tipologie: ‘Embed’ o ‘Extensions’. Grazie ad ‘Embed’ è possibile inserire dei Wave nei nostri siti web (blog, forum, ecc…) utilizzando Javascript, per esempio per far commentare i lettori del nostro blog o per far discutere riguardo ad un argomento di nostro interesse. Le ‘Extensions’ invece ci consentono di sviluppare dei programmi che interagiscono con il Wave aggiungendo funzionalità.

Non resta davvero che aspettare l'uscita ufficale del nuovo super-applicativo di Google; ma se queste sono le premesse, ciramente insieme a Wave nascerà anche il Web 3.0 .

 




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